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Pronuncia tedesco: l'alfabeto lettera per lettera, e i quattro riflessi italiani da spegnere

Abbiamo costruito materiale di pronuncia per trentun coppie di lingue, e una cosa è diventata evidente: ogni lingua madre parte da un terreno diverso. Non migliore o peggiore. Diverso.

Per un italiano il tedesco regala subito un vantaggio enorme, di cui quasi nessuno parla: l'ortografia tedesca è quasi regolare come la nostra. Impari come suonano le lettere e dopo leggi ad alta voce qualunque parola, anche una che non hai mai visto in vita tua. Prova a fare la stessa cosa con l'inglese.

Quindi il lavoro non è imparare ventisei suoni nuovi. È spegnere quattro riflessi italiani che in tedesco portano fuori strada.

L'alfabeto tedesco e il nome delle lettere

Prima una distinzione che in italiano quasi non serve: il nome della lettera e il suo suono sono due dati separati. Il nome ti serve quando detti un'e-mail o un cognome al telefono, cioè esattamente nel momento in cui si fa più brutta figura.

Lettera Nome tedesco Come suona a noi
A / B / C [aː] [beː] [tseː] a / be / tse
D / E / F [deː] [eː] [ɛf] de / e / ef
G / H / I [geː] [haː] [iː] ghe / ha / i
J / K / L [jɔt] [kaː] [ɛl] iot / ka / el
M / N / O [ɛm] [ɛn] [oː] em / en / o
P / Q / R [peː] [kuː] [ɛʁ] pe / ku / er
S / T / U [ɛs] [teː] [uː] es / te / u
V / W / X [faʊ̯] [veː] [ɪks] fau / ve / iks
Y / Z [ˈʏpsilɔn] [tsɛt] üpsilon / tset
Ä / Ö / Ü / ß [ɛː] [øː] [yː] [ɛsˈtsɛt] a-umlaut / o-umlaut / u-umlaut / Eszett

La ß non è una beta greca e non si chiama mai così: è una s sorda, nome Eszett oppure scharfes S.

I quattro riflessi da disattivare

La G è sempre dura. In italiano la g davanti a e e i diventa [dʒ]: gelato, giro. In tedesco mai. Geld è [gɛlt], non «gelt». E così geben, gegen, Gift, Gitarre: tutte con la g di gatto. Anche qui fanno eccezione i prestiti dal francese, dove la g vale [ʒ]: Garage, Ingenieur. La C da sola quasi non esiste, e nei prestiti davanti a e/i vale di norma [ts] (Celsius), non [tʃ] — l'eccezione nota è Cello.

La V si legge f, la W si legge v. Vater è [ˈfaːtɐ], e poi vier, viel, von, vor, verstehen. La nostra v in tedesco si scrive W: Wasser [ˈvasɐ], Wein, wir. L'eccezione sono i prestiti, dove la V torna [v]: Vase, Villa, November, Klavier. Qui non c'è regola, si impara parola per parola. Coppia minima da tenere in tasca: vier (quattro) contro wir (noi).

La H non è muta. Da noi non si pronuncia mai — ho, hanno, chi. In tedesco, a inizio di parola, è un soffio vero: Haus, Hand, heute, Hunger. Se la salti, hier (qui) diventa ihr (voi) e Haus (casa) diventa aus (fuori). Dentro la parola, dopo vocale, invece è muta ma allunga: gehen, Jahr, Ruhe, ihn. Lì non è un suono, è un segno di lunghezza.

La S davanti a vocale ronza. Sonne si legge [ˈzɔnə], con la s di rosa. Così sagen, sehen, Suppe. E due combinazioni che sorprendono tutti: a inizio di parola sp- e st- valgono [ʃp] e [ʃt]. Sport suona «Schport», Stadt suona «Schtatt», e poi sprechen, Straße.

Vocali e dittonghi, che valgono più di tutto il resto

Scritto Suono Esempio
ei, ai [aɪ̯] «ai» nein, Mai
ie [iː] i lunga Liebe, hier
eu, äu [ɔʏ̯] «oi» neun, Häuser
au [aʊ̯] «au» Haus, August
ö [øː] / [œ] schön, können
ü [yː] / [ʏ] über, fünf

ei e ie sono il punto in cui sbaglia il novanta per cento degli italiani, perché l'occhio ci legge due vocali separate e invece sono un suono solo — e quasi all'inverso di come ce lo aspettiamo.

Il trucco da bar: Wein si dice «vain», Bier si dice «bir». Due parole, e hai sistemato ei e ie per sempre.

Cosa portarsi a casa

  1. La G è dura, sempre; la V è f e la W è v.
  2. La H iniziale si sente, quella interna allunga e basta.
  3. ei = «ai», ie = «i»: Wein e Bier.

Sono regole, non eccezioni: il tedesco si legge. Il problema è che il riflesso italiano è più veloce della regola, e si disinnesca solo dicendo le lettere ad alta voce, non rileggendo la tabella. Il corso di tedesco di Prophora parte proprio da qui, dall'alfabeto con il punteggio sulla pronuncia a ogni lettera.

Prova adesso: detta il tuo cognome in tedesco. Ti blocchi sulla G, sulla V o sulla J.

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