È la prima parola che impari e la sbagli per anni. Ich compare in ogni frase che dici, quindi è anche il punto in cui l'accento italiano si sente di più — una volta ogni dieci secondi.
Gli errori sono sempre gli stessi due. C'è chi dice «ik», perché in italiano ch vale [k] (chi, che, chiave) e l'occhio è più veloce dell'orecchio. E c'è chi, dopo aver sentito che «non è ik», ripiega su «isc», cioè [ɪʃ]. Sono sbagliati entrambi, e il secondo è peggio, perché in tedesco [ʃ] è un suono diverso che distingue parole vere.
E poi c'è il fatto che nessuno ti dice all'inizio: ch in tedesco non è un suono, sono due.
Due suoni, e la regola è la vocale che viene prima
| Dopo | Suono | Esempi |
|---|---|---|
a, o, u, au |
[x] — ach-Laut, in gola | Bach, noch, Buch, auch, Nacht, machen |
tutto il resto (e, i, ä, ö, ü, ei, eu, e le consonanti l, n, r) |
[ç] — ich-Laut, sul palato | ich, nicht, Licht, Bücher, euch, Milch, durch, München |
La logica è semplice e vale la pena capirla invece di imparare la lista: il ch si fa dove si è appena fatta la vocale. Vocale in fondo alla bocca (a, o, u), e il ch resta in fondo. Vocale davanti (i, e, ü), e il ch viene avanti con lei. Non devi ricordare niente, devi solo non spostare la lingua.
Aggiungi il diminutivo -chen, che è sempre [ç]: Mädchen, bisschen, Brötchen.
Fare [ç] partendo dall'italiano
Il suono di ich è esattamente la nostra i semiconsonantica, ma senza voce.
Di' ieri. Fermati sulla prima lettera e tienila: iiiiieri. Quella è la [j]. Adesso ripeti la stessa identica posizione, ma in un sussurro, senza far vibrare le corde vocali. Quello che esce è [ç]. Non devi raschiare, non devi forzare: è un soffio sottile, e la lingua non si muove di un millimetro rispetto a ieri.
Poi verifica di non essere scivolato su [ʃ], perché la differenza è lessicale:
Kirche(chiesa) controKirsche(ciliegia)mich(me) contromisch(mescola)
Se le dici uguali, stai ancora dicendo «isc».
Fare [x]: i toscani ce l'hanno già
L'ach-Laut di Bach e auch si forma più indietro, con il dorso della lingua vicino al palato molle — un gargarismo senz'acqua.
Qui c'è una scorciatoia regionale che non è una battuta: in Toscana questo suono esiste già. Nella pronuncia fiorentina la c tra vocali si indebolisce in un soffio — la casa, la coca cola — e quel soffio è molto vicino al [x] tedesco. Chi è cresciuto con la gorgia ha l'ach-Laut gratis e di solito non lo sa.
Per tutti gli altri: di' aha con forza, come quando prendi in giro qualcuno, e trattieni la gola a metà strada.
Prova a casa:
Ich koche nichtcontiene tutti e due i suoni in quattro sillabe. [ɪç] davanti, [x] in mezzo, [ɪç] di nuovo. Se escono identici, uno dei due è sbagliato.
Bonus: la R tedesca è lo stesso punto, con la voce accesa
Visto che sei già lì dietro: la r tedesca standard si fa nello stesso posto dell'ach-Laut, solo con le corde vocali in funzione. rot, Reise, Bruder. È il motivo per cui questi due suoni conviene impararli insieme.
La nostra r vibrante non è un disastro — in Baviera, in Austria e in Svizzera la fanno anche loro, e nessuno ti guarda male. Il vero segnale d'accento è un altro: la -er finale non è una r, è una vocale. Mutter è [ˈmʊtɐ], Vater è [ˈfaːtɐ], e poi besser, aber, oder. Se arrotoli la fine, si sente in ogni singola parola.
Le eccezioni che servono davvero
-iga fine parola si legge [ɪç]:richtig,zwanzig,wichtig(al sud dicono [ɪk], ed è accettato).chsnella stessa radice vale [ks]:sechs,Fuchs,wachsen.- Nei prestiti
ch-iniziale varia:ChoreCharaktercon [k],Chemiecon [ç] al nord e [k] al sud,ChefeChancecon [ʃ] perché vengono dal francese. schè tutt'altra bestia: vale [ʃ],Schule,schön— a meno che lasnon chiuda la radice e il-chensia il diminutivo, come inbisscheneMäuschen.
Cosa portarsi a casa
- Dopo
a,o,u,auilchsta in gola; dopo tutto il resto sta sul palato. - [ç] = la i di ieri, sussurrata. Non è mai [k] e non è mai [ʃ].
- La
-erfinale si dice [ɐ], non si arrotola.
Sono tre suoni che non si imparano leggendo, perché il problema non è sapere la regola: è che il tuo orecchio continua a sentire «giusto» quello che hai detto. Prophora corregge la pronuncia frase per frase, sul tuo dispositivo, e ich è la prima parola su cui ti dirà che non ci sei.